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Personalità ed Intelligenza

Le cattive abitudini che contraddistinguono le persone intelligenti

Quali sono i caratteri distintivi delle persone intelligenti? Siamo abituati ad associare l’intelligenza con la diligenza nello studio, le buone abitudini e la morale ineccepibile. Se pensiamo ad una persona intelligente, probabilmente immaginiamo uno scienziato  in un laboratorio, o uno studente diligente una libreria intento a studiare con dedizione.

E se invece fosse vero l’opposto?

Infatti la scienza, ancora una volta, smentisce le credenze popolari.

Una serie di studi è arrivata alla conclusione che l’intelligenza è altamente correlata a molte cattive abitudini.

Le persone con il quoziente intellettivo più alto sono quelle che fanno le ore piccole, sono più inclini a cedere ai vizi come droga, fumo ed alcool, sono disordinate, tradiscono più spesso e mentono e più facilmente delle altre.

Ecco gli studi che cambieranno le nostre convinzioni su intelligenza e comportamento.

Il disordine è un segno di creatività ed intelligenza

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Uno studio dell’Università del Minnesota ha trovato una connessione tra la capacità di sviluppare idee creative e la tendenza a circondarsi dal disordine.

I ricercatori credono infatti che il disordine aiuti la mente ad andare oltre le convenzioni, riuscendo a giungere a soluzioni più creative e spesso più efficienti. Aggiungono che, probabilmente, non è una coincidenza se alle persone di grande successo, incluso Einstein, piace essere circondate dalla confusione.

Il team di ricercatori ha utilizzato due uffici identici tranne per il fatto che il primo era in perfetto ordine, il secondo cosparso da documenti, fogli e componenti di computer.

I volontari dell’esperimento hanno dovuto pensare a dieci usi diversi per un tavolo da ping pong.

Entrambi hanno avuto lo stesso numero di idee. Però, secondo i ricercatori, le idee delle persone che hanno svolto il test di creatività nell’ufficio disordinato erano più interessanti e creative.

La psicologa Kathleen Vohs ha scritto: “Trovarsi in una stanza disordinata ha portato a qualcosa che le aziende, industrie e società vogliono: la creatività”

I ricercatori scrivono: “che tu abbia il controllo sull’ordine dell’ambiente che ti circonda o no, sei esposto ad esso e la ricerca dimostra che ti influenza.”

Le persone intelligenti tradiscono più di frequente

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Un ricercatore ha osservato i dati raccolti nell’ambito del General Social Survey, un’indagine condotta ogni anno su un campione molto grande della popolazione degli Stati Uniti.

Ha notato che il quoziente intellettivo degli uomini e delle donne che hanno dichiarato di aver avuto una relazione extraconiugale è significativamente più alto di chi è invece rimasto fedele: il QI medio degli uomini infedeli è di 102 contro 100 di quelli rimasti fedeli; per quanto riguarda le donne, 104 per chi dichiara di aver tradito, 101 per chi non lo ha fatto.

Questo effetto è stato osservato indipendentemente da religione, razza, cultura, classe sociale, reddito e numero di figli.

Un dato curioso è che, se è vero che le donne mediamente più intelligenti tendono ad essere meno fedeli, il contrario vale per chi ha un’educazione universitaria.

In generale, chi ha studiato all’università ha  un QI più alto, ma nonostante ciò tende a tradire di meno rispetto alle donne ugualmente intelligenti, ma non laureate.

L’ipotesi formulata dal ricercatore è che ciò accade perché, nonostante il QI, le persone hanno scarso controllo sulle loro scelte, e non sempre fanno ciò che ritengono giusto.

Questa ipotesi però implicherebbe che un QI più basso garantisce maggiore controllo sul comportamento. Ma questa connessione non è mai stata osservata.

Le persone intelligenti sono più inclini all’uso di droghe

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foto di Chuck Grimmett

Si potrebbe pensare che più si è intelligenti, più si è consapevoli dei pericoli delle droghe, e di conseguenza si tenda ad evitarle. In realtà non è così. Le abitudini autodistruttive, come l’uso di droghe, non sono correlate ad un basso QI.

Ma perché succede?

L’intelligenza è strettamente connessa alla curiosità. Infatti, i ricercatori dell’University of Toronto and Mount Sinai hanno scoperto che una proteina, presente nel cervello, controlla entrambi i tratti.

Il problema è rivelato da un’altra ricerca.

Dei ricercatori britannici hanno scoperto che le persone molto curiose, rispetto alla media, fanno più uso di droghe come marijuana, ecstasy, cocaina ed eroina.

Ma cosa c’entra la creatività?

I cervelli più creativi cercano continuamente la novità, e per questo sono più propensi a sperimentare con nuove abitudini.

La droga è, in termini evoluzionistici, un’esperienza nuova per gli esseri umani. Abbiamo iniziato a fare droghe soltanto 5000 anni fa.

Quando qualcosa è nuovo, gli esseri umani più intelligenti e curiosi sono i più propensi a volerlo provare.

Le persone intelligenti bevono più alcool

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Kanazawa ha analizzato dati rilevati su bambini britannici per 50 anni durante la loro vita,

I bambini con il QI più alto da adulti bevevano quantità maggiori di alcool, rispetto ai coetanei meno intelligenti.

Infatti, i bambini con il QI inferiore al 75 hanno riportato, da adulti, di bere meno di una volta all’anno, mentre ha dichiarato di bere più di una volta al mese chi da bambino aveva il QI superiore a 125.

Anche l’alcool, come la droga, è un’esperienza relativamente nuova per gli esseri umani, che viene quindi più cercata dalle persone molto curiose, e quindi più intelligenti.

Le persone intelligenti sono abili bugiarde

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Dire bugie non è affatto facile. Mentire senza farsi scoprire richiede un grande sforzo.

Infatti, mentire significa manipolare la realtà per creare una falsa versione dei fatti e tenerla sempre in mente per evitare di tradirsi. Tutto ciò richiede l’integrazione di diversi processi mentali, gli stessi che utilizziamo per risolvere complessi problemi di calcolo.

Di conseguenza è stato notato che l’età in cui i bambini iniziano a mentire predice l’intelligenza in età adulta.

In uno studio, i ricercatori hanno osservato il cervello di alcuni volontari mentre mentivano.

Hanno scoperto che la parte del cervello che si attiva quando si mente è la stessa coinvolta nelle funzioni esecutive, che costituiscono l’ingrediente principale dell’intelligenza.

Un altro studio ha studiato la capacità di dire bugie in bambini di diverse età.

Durante l’esperimento, i bambini aspettavano in una stanza in cui era stato messo un giocattolo nascosto da un telo. Ai bambini è stato detto di non sbirciare. 9 su 10 hanno sbirciato, ma quando poi è stato loro chiesto se l’avessero fatto, le risposte ricevute erano molto diverse in funzione dell’età.

Infatti solo il 25% dei bambini di due anni ha mentito, metà di quelli di tre anni, ed il 90% di quelli di quattro anni.

Il livello di intelligenza aumenta naturalmente con l’età. Questo implica che i bambini di due anni che sono stati capaci di mentire sono anche quelli che possiedono abilità cognitive maggiori rispetto ai loro coetanei.

Leggi anche: Scova il bugiardo: 4 Segni Che Sta Mentendo (E Come Farti Dire La Verità)

Le persone intelligenti fanno le ore piccole

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Secondo uno studio condotto da Psychology Today, le persone più intelligenti tendono ad andare a letto più tardi, indipendentemente dal giorno della settimana. Lo psicologo Satoshi Kanazawa ha scoperto che i ritmi del sonno ed il quoziente intellettivo sono strettamente connessi.

Anche questo risultato viene spiegato risalendo alla storia dell’umanità.

Secondo lo scienziato, nei tempi primitivi gli esseri umani regolavano i ritmi del sonno in funzione del sorgere e calare del sole.

Ma non tutti.

I “cervelli medi” seguivano questo ciclo, mentre i più intellettuali e curiosi tendevano ad opporsi ad esso creandosene uno proprio.

L’opposizione, secondo Kanazawa, sarebbe causata da una ribellione incoscia derivata dal rifiuto di conformarsi all’ideale del richiamo di massa.

Questa ipotesi è confermata dai dati.

I soggetti dello studio con un QI inferiore a 75 riporta di andare a letto alle 23:30, mentre quelli con il QI superiore a 125 vanno a letto dopo le 00:30.

Anche uno studio pubblicato sulla rivista “Psychology And Individual Differences” conferma che andare a letto tardi è, incosciamente, un atto di ribellione.

Secondo i ricercatori, gli esseri umani sono stati condizionati durante l’evoluzione a lavorare di giorno e dormire di notte. Andare a letto molte ore dopo il tramonto del sole è una sfida alle convenzioni, e chi lo ha fatto ha acquisito più degli altri nuovi valori e nuove preferenze rispetto ai meno intelligenti.

Sono poi questi valori a determinare le personalità dei leader, degli esploratori, degli inventori e dei rivoluzionari, di coloro che contrastano la pressione sociale di seguire le masse.

E, senza dubbio, è grazie a loro che la società si è evoluta e continua a farlo.

Scopri anche come il sonno può migliorare la memoria

Le persone intelligenti fanno più sesso

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Dei ricercatori britannici hanno studiato il comportamento di studenti di università come Oxford e Cambridge. In particolare, si sono interessati alla quantità di denaro spesa per acquistare sex toys.

Hanno osservato che gli studenti delle università prestigiose, che in media hanno un QI più alto rispetto alla media, spendono di più in acquisti di questo genere.

La correlazione è probabilmente dovuta all’apertura mentale che spesso è associata all’intelligenza.

Le persone intelligenti sono più ansiose

foto di Francesco

Molte ricerche hanno confermato che l’ansia è un tratto caratteriale che ha ricoperto un ruolo molto importante durante l’evoluzione. Ed è connesso a punteggi di intelligenza più alti. Ad esempio, Uno studio ha osservato che le persone ansiose riescono a focalizzarsi molto bene su un pericolo anche quando vengono distratte da pericoli minori. Questa capacità, millenni fa, si traduceva in una maggiore probabilità di sopravvivenza.

Un’altra ricerca ha notato che le persone con disturbo d’ansia generalizzato hanno anche un QI più alto rispetto ad i casi più lievi di questo disturbo. Secondo i ricercatori, le persone ansiose sviluppano una maggiore diligenza ed abilità cognitiva, perché le loro menti esaminano costantemente le informazioni, le idee e le esperienze da molti punti di vista contemporaneamente.

Una precisazione

Correlazione non significa causalità. Dire che l’uso di droghe è correlato ad un quoziente intellettivo più alto non significa affermare che le sostanze stupefacenti rendano più intelligenti.

Invece, significa che le persone più intelligenti hanno una tendenza maggiore ad assumere questa abitudine, perché naturalmente più attratte rispetto alle altre persone.

Foto in copertina: FlickrKelsey

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