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Emozioni

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Lo decidono i tuoi geni.

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Ottimista o Pessimista? Lo dicono i tuoi geni

Secondo l’ottimista il bicchiere è mezzo pieno, mentre il pessimista è convinto che sia mezzo vuoto. Il cinico… si chiede chi abbia bevuto l’altra metà.

La scienza può spiegare il modo in cui le emozioni influenzano il nostro atteggiamento e visione della vita?

Alcune ricerche hanno dimostrato che, in parte, questo aspetto è fuori dal nostro controllo.

Infatti, il pessimismo e l’ottimismo sono influenzati da un gene che determina i livelli di serotonina nel nostro cervello. La serotonina è un neurotrasmettitore, cioè una sostanza che contribuisce al trasporto di messaggi tra diverse aree del cervello. È anche chiamata “molecola della felicità”, perché influenza profondamente l’umore. Quando questa sostanza è presente in quantità ottimali, si è predisposti al buonumore e ad una buona tolleranza dello stress. Al contrario, la carenza di serotonina porta a vari disturbi, tra cui depressione ed ansia. È stato però scoperto che, anche se non si soffre di tali disturbi, la carenza di questa molecola porta ad una visione più negativa della vita e del futuro.

I neurotrasmettitori sono sostanze chimiche che trasportano messaggi tra neurone e l'altro

I neurotrasmettitori sono sostanze chimiche che trasportano messaggi tra neurone e l’altro

Infatti, chi ha un allele lungo sul gene che trasporta la serotonina, focalizza principalmente l’attenzione su immagini e situazioni positive; mentre chi possiede l’allele corto sullo stesso gene presta più attenzione ad immagini negative.

Anche una variazione del gene recettore dell’ossitocina può provocare gli stessi effetti.

L’ossitocina è un ormone prodotto dal cervello che svolge anche la funzione di neurotrasmettitore. È chiamato “ormone dell’amore” perché ha un ruolo importante nella formazione di legami emotivi tra esseri umani, e soprattutto tra mamme e neonati. Oltre a questo però l’ossitocina influenza il livello di soddisfazione della propria vita.

Le persone con due copie di guanina sul gene sono più ottimiste e sicure di sé, mentre quelle con due copie di adenina sono meno positive.

Sembra quindi che alcune persone siano geneticamente più inclini al pessimismo, ed il modo di percepire la realtà ha conseguenze interessanti sulla nostra vita.

Ad esempio, una ricerca ha evidenziato che gli ottimisti tendono ad avere meno complicazioni dopo un’operazione chirurgica al cuore, e possiedono in genere uno stato socio economico più alto e raggiungono alti risultati accademici.

D’altra parte, gli ottimisti tendono a sopravvalutarsi e sottostimare i rischi. Questo li porta a cedere più spesso a comportamenti rischiosi e dipendenze.

Al contrario, i pessimisti hanno una visione del mondo più realistica, sono cauti nel prendere decisioni e programmare il futuro, e per questo vivono più a lungo.

Una ricerca svolta nel corso di 20 anni ha evidenziato che i pessimisti sono più attenti nei riguardi della loro salute e delle proprie finanze, prendendo decisioni ponderate ed evitando comportamenti rischiosi come fumare e bere in quantità eccessive.

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L’errore dell’ottimismo

Benché una visione del futuro eccessivamente positiva a volte porti a sottostimare i rischi ed aspettative irrealistiche, una moderata “illusione” ottimistica è essenziale per restare motivati ed avere una buona salute mentale.

La maggior parte di noi è infatti programmata per essere ottimista. L’80% delle persone tende a sovrastimare la probabilità che un evento positivo avvenga in futuro, sottostimando enormemente l’eventualità di avvenimenti negativi.

Per esempio, nonostante il tasso di divorzi sia pari al 40% circa, la maggior parte degli sposi novelli prevede che, nel proprio caso, la probabilità di separarsi dal proprio coniuge sia pari a zero.

In genere, siamo convinti che il futuro sia migliore del presente. Inoltre, ognuno di noi tende a considerarsi più onesto, socievole ed intelligente degli altri: in genere, tutti noi crediamo di essere migliore della media.

Statisticamente è impossibile: non possiamo essere tutti migliori degli altri.

Ma questa illusione ci fa bene. Credere di essere migliori degli altri porta ad aspettarci molto da noi stessi. Gli psicologi Marshall e Brown hanno dimostrato che le persone con grandi aspettative si sentono meglio, indipendentemente dai propri successi o fallimenti.

Nel loro studio hanno osservato una differenza nel modo in cui gli ottimisti ed i pessimisti spiegano i propri successi e fallimenti.

Chi si aspetta molto da sé stesso attribuisce il successo a propri meriti, ed il fallimento ad impedimenti esterni. Viceversa, le persone con scarse aspettative si assumono le responsabilità dei fallimenti, attribuendoli alle proprie mancanze, ed invece considerano il successo un risultato di eventi esterni a sé.

Il nostro cervello reagisce in modo diverso agli eventi positivi e negativi. Le informazioni positive attivano il lobo sinistro, mentre quelle negative attivano il lobo destro, ma in misura molto minore.

Questo significa che il cervello sceglie di ignorare e filtrare gli stimoli negativi, focalizzandosi sulle informazioni positive.

Perché il nostro cervello è programmato in modo da renderci inclini all’illusione dell’ottimismo?

È probabile che la propensione ad avere una visione rosea della vita sia stata selezionata dall’evoluzione, perché l’atteggiamento fiducioso e le aspettative positive aumentano le probabilità di sopravvivere.

Questa predisposizione ci protegge, ci aiuta ad andare avanti e crescere. Per motivarci ad agire dobbiamo essere capaci di immaginare realtà future migliori di quella attuale. La fiducia nel futuro ci aiuta a raggiungere i nostri obiettivi.

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